L’ALGORITMO DELLA TRADIZIONE: IL PATRIMONIO IMMATERIALE PUGLIESE COME MOTORE DI SVILUPPO
a cura di Marina Basile
La libreria Feltrinelli nel cuore di Bari ha ospitato un interessante incontro dal titolo “L’algoritmo della tradizione: il PIL immateriale della Puglia”, inserito nel programma della settimana del Festival dell’Economia pugliese, promosso da Fabio Mollica, fondatore di Amazing Puglia.
Un appuntamento dedicato a un patrimonio spesso poco visibile, ma fondamentale per l’identità regionale: l’insieme di tradizioni, espressioni artistiche, ritualità, competenze artigianali e saperi popolari che rendono la Puglia un territorio unico.
La tradizione come risorsa culturale ed economica
Le feste patronali, le bande musicali, i festival, le processioni e le manifestazioni popolari non rappresentano soltanto momenti di aggregazione e devozione. Sono occasioni in cui le comunità rinnovano la propria identità, tramandano conoscenze e costruiscono relazioni, attirando al contempo visitatori e turisti interessati a scoprire l’autenticità dei luoghi.
Da questa prospettiva nasce il concetto di PIL immateriale: un valore che si sviluppa attraverso la cultura, la musica, l’artigianato, il cinema e il turismo esperienziale, generando opportunità professionali, ricadute economiche e nuove possibilità di crescita per le realtà locali.
Il tema è stato approfondito grazie al contributo di relatori di grande esperienza, coinvolti da Michele Bruno, presidente di Puglia Expò, figura di riferimento nella costruzione di relazioni e collaborazioni tra operatori e protagonisti del territorio.
Le testimonianze dei protagonisti
Graziano Cennamo, presidente di PugliaArmonica, ha illustrato il valore della musica come strumento capace di riunire le persone, rafforzare il senso di appartenenza e restituire vitalità a comunità e territori.
Giovanni Colonna, direttore dei servizi culturali di ARTWORK, ha offerto spunti di riflessione sulle modalità con cui organizzare e gestire le iniziative culturali, affinché le manifestazioni locali possano diventare proposte strutturate, accessibili e sostenibili nel tempo.
Luciano Schito, impegnato tra Apulia Film Commission e Università del Salento, ha approfondito il contributo del settore audiovisivo alla valorizzazione della tradizione, evidenziando come il cinema e i nuovi linguaggi narrativi possano reinterpretare la memoria collettiva e renderla fruibile anche alle generazioni più giovani.
A moderare il confronto sono stati Jessica Niglio, giornalista di quiSalento, e Michele Traversa, fondatore di LSDmagazine. La loro esperienza nella comunicazione ha accompagnato il dialogo tra cultura, promozione turistica e sviluppo territoriale.
Dalle radici alle nuove opportunità
Il patrimonio culturale pugliese vive nei dettagli: nelle processioni che attraversano le strade illuminate dal tramonto, nelle bande che animano le piazze, nelle botteghe artigiane dove gesti antichi si trasformano in manufatti e nelle feste che coinvolgono intere comunità.
Ma custodire la tradizione non significa limitarsi a conservarla. Significa anche saperla reinterpretare, renderla accessibile e trasformarla in un’occasione di crescita.
È proprio questa la prospettiva suggerita dal talk: i festival possono diventare luoghi di collaborazione e partecipazione; l’audiovisivo può offrire nuove chiavi di lettura della memoria popolare; le sinergie tra istituzioni, imprese culturali, professionisti e cittadini possono dare vita a progetti capaci di produrre benefici duraturi.
La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra autenticità e innovazione, evitando che le tradizioni perdano il loro significato più profondo per diventare semplici prodotti commerciali.
Una Puglia che investe sulla propria identità
L’incontro alla Feltrinelli ha offerto l’occasione per guardare alla Puglia attraverso una prospettiva diversa: non soltanto come destinazione turistica, ma come sistema vivace di conoscenze, relazioni, creatività e competenze.
In un contesto economico in cui l'esperienza culturale assume un ruolo sempre più importante, il patrimonio immateriale può rappresentare una leva strategica per sostenere l'occupazione, promuovere i territori e rafforzare l'attrattività della regione.
La tradizione, dunque, non è un ricordo da custodire sotto una campana di vetro. È un patrimonio dinamico, capace di generare nuove idee e costruire prospettive di futuro.
Lasciando la libreria, Bari appare così non soltanto come il luogo in cui si svolge la vita quotidiana, ma come una trama di storie, identità e opportunità ancora da scoprire e valorizzare.
Perché il futuro della Puglia può nascere proprio dalla capacità di riconoscere il valore delle proprie radici e trasformarlo in sviluppo condiviso.
Foto di Antonella Millarte – Riproduzione riservata.