Di che legno sei fatto? Papas Antonio Calisi legge Pinocchio di Collodi
di Carlo Coppola
Un burattino bugiardo e un filosofo condannato a morte, distanti duemilacinquecento anni, diventano compagni di viaggio nell'ultimo libro di Antonio Calisi, Di che legno sei fatto? Nove mesi con Pinocchio e Socrate per tirare fuori il meglio di te, pubblicato in autoproduzione dall'autore.
La copertina anticipa già il senso del percorso: quattro Pinocchio in fila, dal più marionetta al più umano, camminano verso la luce che filtra dalla finestra della bottega di Geppetto, lasciandosi alle spalle trucioli e attrezzi da falegname. È l'immagine perfetta di una trasformazione graduale, non improvvisa.
L'operazione letteraria è semplice quanto efficace: rileggere le avventure di Collodi attraverso la lente della maieutica socratica. Il risultato è un percorso in nove tappe — come i mesi di una gestazione — che accompagna gli adolescenti dalla fuga impulsiva alla libertà consapevole, dall'illusione delle scorciatoie alla scoperta della verità su se stessi.
Il cuore del metodo è l'arte della levatrice: non riempire una mente di nozioni, ma aiutare a far emergere ciò che già esiste. Un approccio che stride, volutamente, con un'epoca che chiede ai ragazzi solo performance e visibilità.
Emblematico il confronto tra le due libertà: quella di Pinocchio, che scappa dai fili di Geppetto senza una meta, e quella di Socrate, che resta in cella pur potendo fuggire. Il libro non scioglie il dilemma, ma distingue una libertà "da" vincoli da una libertà "per" qualcosa che vale.
Alternando racconto, domande ed esercizi, il volume si rivolge tanto ai ragazzi quanto a genitori, insegnanti ed educatori, restituendo dignità a un'età troppo spesso liquidata come "difficile". Il messaggio finale è netto: educare non significa dire a qualcuno chi diventare, ma accompagnarlo verso ciò che può diventare.