Revenge Porn: siglato l’accordo tra Assessorato al Welfare e associazione Gens Nova
a cura di Marina Basile
La violenza sulle donne non deve essere limitata a forme di aggressione fisica o sessuale che prevedono un contatto fisico; esistono molteplici altre forme di violenza che vanno da quella psicologica alla più recente forma di violenza indotta dalla tecnologia consistente nel cosiddetto “abuso sessuale basato sulle immagini”, termine generico utilizzato per descrivere qualsiasi immagine o video sessualmente esplicito diffuso senza il consenso della persona ritratta. Rientra in questa macrocategoria il revenge porn consistente nella diffusione di immagini sessualmente esplicite allo scopo di umiliare o danneggiare la vittima, anche quando la diffusione non consensuale di immagini sessualmente esplicite non è sempre motivata da vendetta o dallo scopo di procurare un danno all’altra persona.
L’Assessorato al Welfare e l’associazione “Gens Nova” O.d.v., da diverse anni “in rete” per la realizzazione di progetti solidali, consapevoli del fenomeno, hanno deciso di consolidare la loro collaborazione con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato “a promuovere azioni di sostegno legale e psicologico in favore delle vittime del reato di revenge porn, che vedono le proprie immagini o video con contenuti sessualmente espliciti divulgati senza autorizzazione”.
Con la sigla di questo nuovo accordo le parti si sono impegnate reciprocamente “a sviluppare iniziative di sensibilizzazione, educazione, informazione e formazione sui rischi legati al sexting e sul fenomeno del revenge porn, destinate alle famiglie, ai minori, agli insegnanti, alle Forze dell’Ordine e agli operatori impegnati in strutture territoriali che operano nel settore”.
Gens Nova, non è un’associazione nuova in materia e vanta una ormai ben consolidata esperienza sul campo. Fondata nel 2004, si occupa, da tale data, della tutela delle fasce deboli della popolazione, in particolar modo dei minori e di quelle persone che non hanno mezzi necessari per poter far valere i propri diritti nelle sedi opportune. A tal fine promuove tutte le azioni volte alla prevenzione e al contrasto di tutti quei fenomeni che si manifestano sotto forma di violenza di genere, abusi su minori, disuguaglianze e alle discriminazioni, promuovendo nel contempo iniziative finalizzate a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su questi temi attraverso seminari, dibattiti, convegni, pubblicazioni e progetti di informazione e formazione rivolti alla cittadinanza.
L’assessorato al Welfare, accanto ai servizi di ascolto e supporto alle vittime di violenza, promuove, in tutti i presidi territoriali, percorsi volti a sostenere la diffusione di una cultura non violenta e rispettosa delle differenze e della dignità di ogni essere umano e, insieme alla rete cittadina composta da oltre 200 realtà pubbliche e private, si adopera per sensibilizzare la cittadinanza sulla condivisione di una nuova cultura inclusiva. Inoltre negli ultimi anni l’assessorato ha implementato e consolidato le azioni di tutela, protezione e reinserimento socio lavorativo e abitativo di donne vittime di violenza e discriminazione attivando negli ultimi mesi il PAC - primo piano cittadino di contrasto all’omolesbofobia.
Due realtà di questo tipo non potevano che incontrarsi per attivare tutto quanto necessario a fronteggiare e sconfiggere la diffusione di tali fenomeni.
“In continuità con i programmi realizzati in questi anni per il contrasto alle violenze e la tutela e protezione delle vittime di violenza e discriminazione, oggi lanciamo un’azione importante – ha voluto sottolineare l’assessora al Welfare Francesca Bottalico -. Un’iniziativa quanto mai attuale visto il crescente utilizzo delle tecnologie e dei social media in particolare in questo periodo di emergenza sanitaria che, tra le altre cose, ha modificato profondamente la comunicazione tra le persone. L’uso illecito di immagini a sfondo sessuale sta purtroppo causando effetti molto pesanti sulla vita e sulla psiche delle persone coinvolte. Nostro obiettivo è riuscire a far sì che questo nuovo spazio venga supportato anche da percorsi di formazione, sensibilizzazione e prevenzione che speriamo di riuscire a realizzare nelle prossime settimane affinché chiunque possa trovare un supporto qualificato e nessuno si senta solo nell’affrontare le conseguenze di un reato odioso e purtroppo sempre più diffuso”.
“È un onore per Gens Nova affiancare l’assessorato al Welfare in questa iniziativa - commenta il presidente Antonio La Scala - che ritengo utile e assolutamente indispensabile non solo per la notevole diffusione del sexting e del revenge porn, ma soprattutto per la scarsa conoscenza da parte dei cittadini delle conseguenze di questi due fenomeni che, voglio ricordarlo, sono prima di tutto reati puniti con la reclusione, conseguenze che originano seri danni a livello fisico e mentale. Pertanto uno sportello di ascolto potrà fornire tanti consigli utili per prevenire condotte pericolose”.
Con questo accordo l’associazione Gens Nova si è impegnata ad istituire uno spazio d’ascolto e di orientamento legale rivolto alle vittime presso la sua sede in via Davanzati 25 e ad attivare un numero telefonico (340 5600875) - raggiungibile tutti i giorni, anche festivi, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20 - ove un volontario fornirà risposte immediate o fisserà gratuitamente un incontro tra la vittima e un avvocato e uno psicologo.
Lo sportello, inoltre, offrirà supporto qualificato gratuito nell’attività di cancellazione dei video o delle immagini diffuse senza autorizzazione delle vittime, svolgerà una costante attività di informazione negli istituti scolastici baresi di ogni ordine e grado, nonché in favore delle famiglie interessate, e sarà a disposizione degli operatori sociali per una formazione specifica sul tema.
L’assessorato al Welfare, dal canto suo, si impegna a promuovere questa nuova iniziativa e a diffonderla presso i servizi territoriali rivolti a famiglie, minori e adulti, a sostenere la creazione di reti locali anche in collaborazione con il Centro antiviolenza comunale e i centri di ascolto per le famiglie, con la presa in carico sociale e psicologica delle vittime, e a favorire percorsi di sensibilizzazione sui predetti temi in favore di scuole, operatori scolastici e sociali e volontari, nonché attività informative destinate a tutte le famiglie interessate.
Lo sportello, gratuito e attivo per due anni secondo quanto stabilito dal protocollo, sarà accessibile a tutti e tutte.
Fonte: Quotidiano di Bari