Nasce a Bari uno sportello d'ascolto per i familiari dei bambini ospedalizzati
a cura di Marina Basile
A partire dal 15 marzo, per ben due venerdì al mese, dalle ore 10 alle 12, i familiari dei bambini ospedalizzati potranno contare su un sostegno psicologico qualificato grazie all'attivazione di uno sportello di ascolto dedicato, in viale Unità d'Italia 63.
Il servizio è gratuito per i cittadini ed è curato dall'associazione Agebeo e amici di Vincenzo attraverso un finanziamento stanziato dall'assessorato al Welfare comunale.
Lo sportello è coordinato e gestito dalla dott.ssa Angela Quacquarelli e consentirà alle famiglie in difficoltà di ricevere tutto il supporto necessario per affrontare un momento traumatico come quello di una diagnosi medica, in forma anonima e privata.
È indispensabile, infatti, per le famiglie, realizzare e gestire ogni tipo di dinamica privata e familiare in un passaggio doloroso e delicato come quello della malattia dei propri bambini.
“Continua ad ampliarsi la rete di sostegno che, come assessorato al Welfare, stiamo costruendo in questi anni grazie alle competenze del mondo del terzo settore e del volontariato, laico e cattolico, per raggiungere tutte le persone in difficoltà - sottolinea Francesca Bottalico -. L'attivazione di questo servizio è pensata, in particolare, per i familiari dei bambini ricoverati in ospedale che, dopo una diagnosi, vengono proiettati, letteralmente, nel peggiore degli incubi e che spesso, per attraversare questo passaggio, hanno bisogno del confronto e del conforto non solo degli esperti ma anche di chi abbia già vissuto esperienze analoghe. Lo sportello dell'Agebeo, una delle realtà cittadine storicamente impegnate su questo fronte, è stato finanziato ad esito del bando comunale a contrasto delle povertà, e rappresenta un nuovo tassello delle politiche di quel welfare di prossimità che crediamo fortemente rappresenti la risposta per i molteplici bisogni rilevati sul nostro territorio”.
L’Agebeo è molto soddisfatta da questa iniziativa promossa dall’assessorato al Welfare mostratosi ancora una volta molto sensibile nei confronti di quelle famiglie che sperimentano in modo molte forte e spesso improvviso il dolore della malattia.