Gens Nova ottiene un nuovo prestigioso riconoscimento
a cura di Marina Basile
Non si possono di certo dimenticare gli agghiaccianti fatti di cronaca scoperchiati dalla ormai ben nota inchiesta coordinata dalla procura di Reggio Emilia che prende il nome di "Angeli e Demoni", inchiesta che vede, da ben più due anni, al centro delle indagini la rete dei servizi sociali della Val D'Enza. Un’inchiesta che ha impressionato e lasciato nello sgomento l’intero Paese e che ha dato luce ad un universo di ignobili illeciti compiuti da realtà territoriali che per statuto dovrebbero operare a sostegno dei minori.
L’inchiesta ha coinvolto, infatti, i responsabili dei servizi sociali accusati di aver falsificato le relazioni allo scopo di allontanare i bambini dalle proprie famiglie per darli in affido ad amici e conoscenti, il tutto in cambio di un lauto compenso.
Nell’estate del 2018 il pm di Reggio Emilia Valentina Salvi, insospettita dalle troppe denunce fatte dai servizi sociali contro genitori accusati di essere violenti, ha avviato le indagini, che a cascata hanno coinvolto medici, psicologi, assistenti sociali e politici.
Dall'inchiesta sono emerse relazioni poi rivelatasi infondate che servivano a screditare i genitori naturali e strappare loro i figli e falsi documenti, ma cosa ancora più grave, le imponenti pressioni psicologiche con le quali i servizi sociali hanno plagiato i minori per convincere i bambini a denunciare i propri genitori.
Dietro questo meccanismo intriso di illeciti c'era, per prima cosa, l’interesse economico che legava i dipendenti dell’Unione ai responsabili della onlus privata piemontese Hansel e Gretel.
L’inchiesta, che ha già visto alla sbarra nel mese di giugno del 2019, ben 24 imputati tra cui il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione val d’Enza e lo psicoterapeuta Claudio Foti, non si è ancora conclusa.
Nel corso della quarta udienza preliminare, svoltasi nel mese di gennaio 2021 al tribunale di Reggio Emilia, il giudice Dario De Luca ha esaminato la richiesta di costituzione di parte civile presentata da una lunga fila di associazioni, ben 19. Tra queste solo due sono state ammesse: Gens Nova presieduta dall’Avvocato barese Antonio La Scala da anni impegnata nella difesa dei diritti dei più deboli, rappresentata dall’Avvocatessa Elena Fabbri e Colibrì, rappresentata da Valeria Passeri.
“È una grandissima soddisfazione per un’associazione nata a Bari con sede legale a Bari, anche se con sedi dislocate su tutto il territorio nazionale e con un presidente barese vedere che tra 19 realtà importanti associative solo Gens Nova ed un’altra associazione del nord sono state ammesse come parte civile in uno dei processi che non esagero nel definire storici per la gravità dei fatti contestati agli imputati.
L’accoglimento della richiesta di costituzione di parte civile per Gens Nova rappresenta un ulteriore riconoscimento, peraltro da parte di un tribunale fuori regione, della sorprendente operato della nostra associazione da sempre in prima linea in tutte le vicende che vedono coinvolte le fasce deboli della popolazione – ha asserito La Scala”
Fonte: Quotidiano di Bari