Nel giorno di Pentecoste la Chiesa Apostolica Armena ordina 4 nuovi vescovi
di Carlo Coppola
La Sede Madre della Santa Etchmiadzin ha annunciato che il 24 maggio 2026, nella solennità della Pentecoste — che nella tradizione armena porta il nome venerabile di Hokegaloust, ovvero «Venuta dello Spirito» —, quattro vardapet riceveranno l'ordinazione episcopale nella Cattedrale Madre, durante la Santa Liturgia presieduta dal Catholicos di tutti gli Armeni Sua Santità Karekin II.
Il vardapet — sacerdote-monaco celibe dottorato in teologia, figura paragonabile al Monsignore latino o all'Archimandrita bizantino — rappresenta nella gerarchia armena il grado immediatamente antecedente all'episcopato. Non è un titolo onorifico: è una condizione di vita. E varcare quella soglia, in questa Chiesa millenaria, non è mai un atto meramente amministrativo.
La scelta della data dice tutto. Consacrare nuovi vescovi nel giorno in cui lo Spirito discese sui Dodici non è consuetudine: è convinzione teologica. Secondo la tradizione armena il vescovo o Primate di una Diocesi non è un amministratore; è successore vivente degli apostoli, custode dell'unità dottrinale e liturgica di un popolo che ha fatto della fede il suo scudo più antico.
Riceveranno la consacrazione — tutti dalla Fraternità della Sede Madre, incorporati tra il 2005 e il 2011 — il Vardapet Isahak Poghosyan, locum tenens di Gegharkunik; il Vardapet Ruben Zargaryan, locum tenens della nuova diocesi di Masyatsotn sorta nel 2021; il Vardapet Anania Tsaturyan, Gran Sacrestano della Santa Sede di Etchmiadzin; il Vardapet Zakaria Baghumyan, direttore del Centro di Educazione Cristiana di Etchmiadzin.
La cerimonia, che avrà inizio alle ore 10.30 giunge in un momento non sereno: nell'ottobre 2025 le sedi diocesane furono perquisite dalle autorità statali, e lo stesso Catholicos risulta sotto indagine. In questo clima, la risposta di padre Zargaryan a chi lo interrogava ha assunto il peso di una professione di fede: «Il sacerdozio è la via della Croce, non dell'adattamento».
Ogni nuova consacrazione, sia diaconale, che presbiterale, quindi episcopale, è un atto riaffermazione di fede e sentire religioso, silenzioso e luminoso: la catena apostolica si allunga, nonostante tutto, verso il futuro. A ciò si aggiunge come segno pratico che nelle chiese orientali non cattoliche i "vescovi metropoliti" e gli "arcivescovi" ricevono formule più elevate rispetto a quelle dei semplici vescovi che vengono adattate come “Sua Eminenza”.
Alle Lore Eminenze che saranno oggi elevate al rango episcopale ed in particolare a Mons. Ruben Zargaryan — — che abbiamo conosciuto di persona quando era studente di Teologia biblica alla Pontificia Università Gregoriana, giovane monaco dall'ingegno acuto e dall'animo fermo, inviamo le più sincere congratulazioni per la nomina da molti attesa da tempo. Allora era un valido studente, poi profondo studioso, oggi è vescovo. Sapevamo allora profumava di Spirito Santo. La sua ordinazione non ci sorprende. Ci commuove.