Danilo Quarto: oltre i tatuaggi c’è di più
a cura di Marina Basile
Nella società dell’immagine e dei social ciò che conta è ricevere un like, che poi sia di approvazione o di sdegno conta poco. Questo deve aver pensato il redattore dell’articolo che questa mattina imperava in bella vista su Repubblica.it.
Un attacco gratuito ad un imprenditore che, “emigrato al Nord” e divenuto “uomo di successo”, ha deciso di ritornare nella sua città di origine per cercare di “migliorarla”. In pochi mesi ha creato una squadra di calcio che sta ottenendo grossi risultati e che quest’anno ha vinto il campionato di seconda categoria (e non di terza come dichiarato nell’articolo), e che oggi è riuscito persino a portare a Bari un evento prestigioso e internazionale come la Bobo Vieri Summer Cup.
È stato attaccato per i suoi tatuaggi e per i suoi muscoli che apparirebbero “in contrasto” con qualsiasi azione di solidarietà. Infatti Danilo Quarto, a detta del giornalista, non avrebbe dovuto occupare la stanza del Sindaco per parlare di sociale. A questo punto però un dubbio mi sorge spontaneo. Chi ha redatto l’articolo infamante si è mai preoccupato di conoscere quello che ha definito un “fascista omofobo”? Ha mai parlato con lui? Credo proprio di no, altrimenti sarebbe riuscito ad andare ben oltre i muscoli e i tatuaggi.
Per un momento contravvengo alle regole del giornalismo che impongono l’uso “impersonale” della terza persona per parlare del Presidente della Sly che io ho conosciuto. “Ero al campo San Pio in qualità di redattrice di una testata cartacea locale per intervistarlo. Al termine dell’incontro lui mi ha chiesto di divenire la ‘Responsabile del settore solidale’ della sua società. Non ho esitato neanche un attimo perché mi è bastato parlare con lui per comprendere la genuinità, la correttezza, la passione, la caparbietà, la sana ambizione e la voglia di aiutare il prossimo ‘nascosti’ dietro quei tatuaggi”.
Spero tanto che i baresi sappiano andare oltre le apparenze e che imparino ad apprezzare quanto Danilo Quarto sta facendo per la sua terra. Mi auguro che la Sly United continui a conquistare successi sul campo e nel sociale.
Volevo ricordare infine che la società di patron Quarto quest’anno ha anche vinto il “premio città dello sport” per essersi contraddistinta per la sua attività svolta nel settore della solidarietà. A buon intenditor …. poche parole.