''Tecnologie Televisive 'Sviluppo di una strategia DVB-I per le emittenti in Italia''
Tecnologie Televisive 'Sviluppo di una strategia DVB-I per le emittenti in Italia'' Marco Pellegrinato (Mediaset )-Sono tati presentati di recente i risultati del nostro proof of concept (PoC) DVB-I, un insieme di test tecnici e sviluppi iniziati nel 2020, Mediaset è ora pronta per procedere con una sperimentazione di mercato sul campo, prevista per il 2023. Questo l'articolo espone la motivazione alla base delle nostre attività DVB-I e gli obiettivi della sperimentazione di mercato.
Il DVB-I è la naturale evoluzione del broadcast televisivo: dai mass media al personal media, unendo l'esperienza d'uso del modello broadcast (uno-a-molti) con quella del modello unicast (uno-a-uno), più vicino al modello mondo internet, completando l'ibridazione multipiattaforma di TV 4.0.
Trasmissione su banda larga
Il DVB-I quindi, con riferimento all'esperienza televisiva tradizionale, permette alle emittenti di affermarsi più facilmente nella modalità che gli compete, per definizione, fornendo 'servizi di trasmissione' anche attraverso la tecnologia IP con molti più vantaggi rispetto alla modalità alternativa di streaming tramite app dedicate. Consente un'esperienza utente molto simile alla trasmissione tradizionale con, ad esempio, lo zapping tra canali lineari tramite telecomando (grazie all'implementazione della numerazione logica dei canali, LCN), o passando direttamente dai canali over-the-air a quelli tematici e servizi personalizzati provenienti da connessioni IP a banda larga. Tali contenuti possono essere forniti a un costo significativamente inferiore e più scalabile rispetto alle trasmissioni via etere,
In questo contesto, quindi, il marchio dell'editore esteso alla distribuzione su DVB-I mantiene la garanzia di tutela e fiducia del marchio nei confronti dell'utente finale. Questa è la stessa fiducia già guadagnata dai telespettatori attraverso la diffusione dei programmi sui canali di trasmissione tradizionali. Estendendo, anziché modificare, la user experience, DVB-I porta nel mondo della banda larga l'insieme dei servizi già ampiamente caratterizzati e conosciuti nel mondo broadcast: tutela dei minori e delle minoranze, identificazione dell'editore, accesso ai metadati associati ai programmi in programma (titolo , rete, sinossi, palinsesto, ecc.), servizi di recupero che supportano funzionalità interattive (come il riavvio dei programmi in onda), pubblicità mirata, profilazione degli utenti, qualità garantita del servizio e molto altro.
Accesso regolamentato
Qui vediamo la vera forza del DVB-I, così come gli aspetti più prettamente economici derivanti dai minori costi di distribuzione internet per quei canali con audience ridotta, rispetto al costo del loro trasporto su reti di diffusione over-the-air. Il punto debole del DVB-I, invece, risiede nel privilegio perduto delle emittenti tradizionali: l'accesso alla piattaforma DVB-I non è più una loro prerogativa esclusiva. La piattaforma può essere utilizzata anche da editori FAST (free ad-supported streaming television) di terze parti solo online. Questi sono gestiti a livello globale tramite reti a banda larga e possono accedere ai televisori domestici tramite Internet ed essere selezionati direttamente dal telecomando senza avviare app speciali.
DVB-I è quindi anche un formidabile gateway in grado di fornire l'accesso ai televisori di casa per editori terzi, non necessariamente emittenti, che offrono i loro canali televisivi online e oltre confine, utilizzando questa tecnologia. Proprio per questo è più che mai necessario garantire ai nuovi editori, soprattutto online, un accesso equo e regolamentato alla nascente piattaforma DVB-I. Ciò include, ad esempio, la regolamentazione dell'accesso a questa nuova piattaforma con regole, diritti e condizioni equivalenti a quelli già applicati agli editori delle emittenti nazionali, come è avvenuto sin dai primi giorni della televisione. Significa anche vincolare l'uso dell'attuale numerazione LCN alle emittenti che ne hanno già la licenza, evitando inutili conflitti sull'accesso ai canali televisivi dovuti a numeri duplicati o assegnati arbitrariamente.
Dalla norma ai servizi
Sul versante tecnologico, con la pubblicazione del DVB-I come standard ETSI nel 2020, è stato necessario lavorare fin da subito per stabilire requisiti commerciali e specifiche tecniche condivise tra i sistemi televisivi europei. Il lancio di servizi sperimentali da parte delle emittenti europee stimolerebbe la crescita del DVB-I e lo sviluppo di smart TV compliant sul mercato.
Per fare ciò Mediaset sostiene le iniziative di profilazione tecnica che HD Forum Italia (HDFI), insieme a Confindustria Radio Televisioni (CRTV), conduce attraverso la pubblicazione e il costante aggiornamento della collezione UHD Book, per garantire in futuro il corretto profilo DVB-I ricevitori smart TV sul mercato. Abbiamo visto attività simili altrove in Europa, ad esempio attraverso il DTG nel Regno Unitoe la piattaforma Deutsche TV in Germania .
È fondamentale che le emittenti dimostrino ai produttori di TV il loro interesse per la tecnologia DVB-I annunciando prove di mercato precompetitive come quella recentemente annunciata da Mediaset per il mercato italiano.
DVB-I è di gran lunga la tecnologia più promettente per consentire alle emittenti di garantire ai telespettatori la migliore qualità di trasmissione dei loro canali lineari presenti e futuri, superando i già notevoli limiti dello spettro radio elettromagnetico. Inoltre, è l'unica tecnologia testata sperimentalmente che consente un'esperienza utente indistinguibile, coerente e funzionale che combina la banda larga con le trasmissioni DTT e satellitari.

Alcuni dei principali punti di forza del DVB-I che sono stati convalidati nel proof of concept Mediaset
Negli ultimi tre anni, il nostro PoC ha ampiamente convalidato e verificato i principali casi d'uso mostrati nell'illustrazione sopra. L'aumento dei partner di progetto da tre a 12 ha mostrato il reale interesse a collaborare allo sviluppo di questa tecnologia. La condivisione dei risultati del PoC in vari eventi internazionali ha suscitato notevole interesse sia in Italia che nel resto d'Europa.
Siamo ora in grado di entrare in una nuova fase di implementazione sul campo, consentendo la verifica dell'intera filiera DVB-I, mantenendo parallelamente un'attività di sviluppo per testare nuovi casi d'uso DVB-I supportati dalle funzionalità aggiuntive nel rilascio 2.0.4 emergente di HbbTV.
Prova di mercato
La nostra prossima sperimentazione di mercato del DVB-I porta il DVB-I fuori dal laboratorio e sul campo, rendendolo accessibile a un numero progressivamente crescente di telespettatori e emittenti reali, con un metodo di "auto-reclutamento" volontario. La sperimentazione di mercato si rivolge ai televisori DVB-I che saranno disponibili dal prossimo anno sul mercato italiano. È riservato ai produttori che hanno partecipato attivamente al PoC o che intendono aderire d'ora in poi con i propri prodotti compatibili. A partire da ora, dovrebbero essere disponibili dispositivi di almeno quattro marchi diversi.
L'ipotesi di base è quella di promuovere un'attività specificamente dedicata ai professionisti: produttori, integratori, operatori, istituzioni e autorità. Consentirà lo sviluppo delle competenze tecniche e funzionali necessarie in un ambiente end-to-end, verificando l'intera catena di distribuzione, compresi i nodi di metadati come il CSR (Central Service List Registry) ei server di contenuti. La disponibilità inizialmente bassa di ricevitori compatibili sul mercato italiano nel 2023 implica anche un basso impatto sui costi e sulle criticità delle infrastrutture di distribuzione OTT (CDN), ecc.

Driver e obiettivi
Ci sono diverse ragioni tattiche e strategiche per attivare una sperimentazione di mercato DVB-I in Italia. Un fattore chiave è la possibilità di utilizzare la piattaforma IP per fornire servizi lineari con formati video e audio più avanzati di quelli attualmente erogabili tramite la piattaforma DTT. Il codec video HEVC può essere utilizzato per fornire smart TV compatibili con DVB-I, che possono quindi ricorrere al formato legacy e al codec su DTT se non sono collegati a una rete IP.
Attraverso la sperimentazione di mercato, Mediaset intende riunire altre emittenti, operatori e fornitori di contenuti per testare l'emergente tecnologia DVB-I come mezzo per implementare la vera fase di ibridazione della televisione. Oggi in Italia, a causa del refarming della banda 700 Mhz, molte emittenti locali e regionali hanno dovuto interrompere o ridurre le proprie trasmissioni DTT a causa della limitazione delle risorse spettrali. Nonostante ciò, continuano a fornire servizi di trasmissione lineare tramite lo streaming di canali tramite le loro app HbbTV. Questi operatori distribuiscono già i loro canali tramite CDN utilizzando la tecnologia IP. Sono quindi perfettamente idonei a testare il modello di distribuzione DVB-I.
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Gli obiettivi principali della sperimentazione di mercato sono i seguenti:
- Avviare una fase precompetitiva di fornitura di servizi televisivi lineari via IP, aperta a tutte le emittenti, per preparare il terreno al futuro lancio dei servizi DVB-I in Italia.
- Sensibilizzare il legislatore a regolamentare il settore dei servizi televisivi via IP, garantendo adeguato risalto agli attuali servizi di diffusione, ovvero la presenza di telecomandi con tastierino numerico per mantenere l'utilizzo della LCN; e facilitare l'accesso ai canali delle emittenti televisive con un semplice click sul pulsante “TV app” del telecomando da qualsiasi altra applicazione, il cosiddetto effetto “one click away”.
- Collaborare con l'industria manifatturiera per lo sviluppo e la commercializzazione di ricevitori compatibili con la tecnologia DVB-I.
- Contribuire alla creazione di un profilo minimo di specifica DVB-I di base (per la collezione UHD Book dell'HDFI) a supporto del “periodo dell'alba” di 18 mesi richiesto dai produttori di TV per la creazione di una specifica certificazione, il “DVB-I TV Bollino ”.
- Preparare un'eredità di dispositivi compatibili DVB-I con ampia penetrazione nel mercato televisivo italiano su cui lanciare un servizio DVB-I efficace già entro la fine del decennio.
- Condividere con altre associazioni di settore (tra cui CRTV e ANITEC, l'associazione italiana di categoria per la produzione di elettronica di consumo) il roll-out e lo sviluppo armonizzato dei servizi di trasmissione lineare su IP per gli operatori broadcaster italiani.
Per attivare la sperimentazione di mercato, Mediaset predisporrà alcuni dei suoi principali canali da distribuire anche in modalità IP, anche tramite ABR multicast basato su DVB-MABR. Questi servizi utilizzeranno un formato di trasmissione FullHD progressivo, grazie all'uso di codec altamente efficienti, che verranno implementati in modalità adattiva multilivello ea bassa latenza. Questi canali saranno offerti con uno schema di numerazione dei canali dedicato.
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Autore -Marco Pellegrinato (Mediaset)
Marco Pellegrinato è Standards & Innovation Director di Mediaset e Vicepresidente di HD Forum Italia. Da più di vent'anni è attivo all'interno del Progetto DVB, con un particolare interesse per le trasmissioni televisive e gli standard e le tecnologie interattive. È membro del Consiglio Direttivo DVB.
Questo articolo è apparso per la prima volta nel numero 60 della rivista DVB Scene (PDF)
web editor e traduzione - Prof Rino Liuzzi -
IPSIA DaVinci Agherbino - Putignano _ Noci -

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