Criminologia - Dalle tecniche di Criminal Profiling alle serie tv come "Criminal Minds"
La criminologia è una scienza che studia i comportamenti criminali, l'insieme ordinato delle conoscenze empiriche sul crimine, sul reo, sulla condotta socialmente deviante e sul controllo di tale condotta e sulla vittima.
La profilazione criminale, o definizione del profilo criminale è uno strumento comportamentale e investigativo che intende aiutare gli investigatori a profilare soggetti criminali totalmente o parzialmente sconosciuti.
La pratica del Profiling nasce negli anni ’70 in America ma le sue origini sono molto più antiche.
Nella criminologia moderna, la profilazione criminale è generalmente considerata la terza corrente della scienza investigativa:
la prima è lo studio degli indizi, di cui Scotland Yard fu pioniera nel XIX secolo;
la seconda è lo studio del crimine stesso;
la terza è, appunto, lo studio della psiche del criminale.
La nascita del Profiling negli Stati Uniti degli anni 70’
A partire dagli anni Settanta la criminologia si trova di fronte a delle importanti svolte negli Stati Uniti. In quegli anni gli agenti speciali del Federal Bureau of Investigation (FBI) Howard Teten e Patrick Mullany creano il programma di profiling criminale.
E, nel 1972, Jack Kirsch crea la Behavioral Science Unit (BSU). Nel 1976 Robert Kessler e John Douglas, cominciano a svolgere delle interviste in carcere ai serial killer per comprendere se ci sia correlazione tra la scena del crimine e la personalità del criminale. All’elaborazione di queste interviste partecipa anche la psichiatra Ann Burgess, che sarà fondamentale nella stesura dei concetti principali del criminal profiling.
Uno dei crimini più diffusi in quegli anni è il delitto sessuale violento con caratteristiche di serialità. La reiterazione dell’aggressione permette di reperire più facilmente gli indizi lasciati sulla scena del crimine o sulla vittima. Questo consente una stesura del profilo psicologico del criminale e aumenta le possibilità di rintracciarlo.
Il criminal profiling secondo l’FBI ha lo scopo di identificare:
– le cause della morte della vittima
– le condizioni psicologiche del carnefice al momento del crimine,
– le strategie investigative da seguire per il conseguimento della sua cattura.
Influenze sulla Letteratura e sul Cinema
Le tecniche di Profiling hanno suscitato grande interesse nella letteratura e nel cinema a livello internazionale. Dallo studio di queste procedure sono nati libri, film e serie tv. Negli Stati Uniti il lavoro della BAU ha ispirato film quali “il silenzio degli innocenti”, “Hannibal” e “Red Dragon” tratti dai romanzi di Thomas Harris. Il lavoro della BAU ha ispirato inoltre la serie televisiva “Criminal Minds”. Nel 2015 gli autori hanno rivelato che i personaggi Jason Gideon e David Rossi erano basati su John Douglas. Nel 2017 Netflix ha fatto uscire la serie televisiva americana “Mind Hunter” basata sul libro “Mind Hunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano”. scritto dagli agenti speciali del FBI Mark Olshaket e John E. Douglas. Anche in questo caso il protagonista della serie televisiva, l’agente speciale Holden Ford, è ispirato alla personalità di John Douglas.
Profilatori famosi
Thomas Bond
Il Dottor Thomas Bond (1841-1901), conosciuto come il primo profilatore
Negli anni '80 del XIX secolo il Dottor Thomas Bond cercò di profilare la personalità di Jack lo squartatore. In qualità di medico forense, per la precisione chirurgo, assistette alla autopsia di Mary Jane Kelly, ultima delle cinque vittime canoniche dell'omicida seriale; nelle sue note, datate 10 novembre 1888, menzionò la natura sessuale degli omicidi, associata a elementi collerici e di apparente misoginia. Il dottore cercò altresì di ricostruire l'omicidio, e di reinterpretare lo schema comportamentale del criminale. Ben presto delineò un primo profilo, comprendente i suoi tratti fondamentali, da lui usato per collaborare alle indagini.
La profilazione evidenziava come gli omicidi fossero stati commessi da un solo individuo fisicamente prestante, audace e imperturbabile al tempo stesso. Lo sconosciuto si sarebbe apparso innocuo, forse un uomo di mezza età e ben vestito, probabilmente con un mantello, probabilmente per nascondere i sanguinosi effetti dei suoi attacchi. Egli ipotizzò anche che il soggetto soffrisse di una condizione chiamata Satiriasi, una devianza sessuale oggi identificata come ipersessualità o promiscuità.
Bond ipotizzò, inoltre, che il soggetto non possedesse alcuna conoscenza anatomica: non poteva dunque essere un chirurgo né, per esempio, un macellaio. Il dottore concluse, poi, che lo stesso criminale fosse il responsabile dell'assassinio di Alice McKenzie.